Curiosità

Storia dell’orologio

Se il ‘900 segna il trionfo dell’orologio da polso, questo successo è tuttavia permesso da numerose innovazioni e migliorie tecniche definitesi durante l’800 di cui una delle più importanti è sicuramente l’introduzione della corona di carica e regolazione che fece definitivamente scomparire dagli orologi l’uso della chiavetta.

L’innovazione si dimostrò vitale per l’affermarsi dell’orologio da polso; questa nuova posizione impose che la corona di carica si trasferisse dalle 12 alle 3, onde permettere al cinturino di innestarsi sulle staffe appositamente predisposte ad accoglierlo e poter così conservare la verticalità della visione del quadrante allacciato trasversalmente al polso. Questa nuova collocazione aprì la creatività a infinite nuove soluzione tra cui la forma della cassa che poteva anche assumere più ergonomicamente la sagoma squadrata.

Di pochi anni successivi (1926) è l’introduzione della cassa Oyster a tenuta stagna inaugurata dalla Rolex e grazie alla quale potè imporsi come marchio di riferimento dell’orologeria sportiva. A partire dagli anni ’50 le meccaniche tendono a ‘complicarsi’ anche nei modelli da polso e col perfezionamento della ricarica automatica, garantita dal rotore bidirezionale, ci si avvicina al connubio con le esplorazioni spaziali intraprese dalla Nasa che terranno a battesimo nomi prestigiosi dell’orologeria d’avanguardia.

Singolare è tuttavia il fatto che durante tutto il corso della storia dell’orologeria, e a tutt’oggi, una nuova innovazione non soppiantò mai veramente le precedenti tecnologie, ma ciascuna continuò nel tempo a essere migliorata, dal punto di vista tecnico o semplicemente artistico, quale espressione di un apprezzamento storico ed estetico grazie a cui le precedenti singole soluzioni sono andate sovrapponendosi alle altre, in un infinito assortimento di possibilità creative sempre disponibili, come se ogni conseguimento tecnico avesse dentro di sé anche le ragioni di un proprio diritto inalienabile all’esistenza.

Diamante

La parola diamante deriva dal greco “damas” che significa indomabile. Già nel I secolo d.C. se ne fa menzione nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, che considera il diamante la pietra più preziosa e più dura tra tutte le altre. Per questa ragione assume un significato simbolico importante e viene legato spesso alla capacità di allontanare i mali per la sua incorruttibilità.

Il diamante non è altro che una delle diverse forme in cui si presenta il carbonio. In questo caso la composizione atomica del carbonio è disposta secondo la forma geometrica dell’ottaedro.

Le quattro C

I quattro fattori che determinano il valore del diamante sono le quattro “C”, dalle iniziali dei quattro termini in inglese ossia: colour (colore), clarity (purezza), cut (taglio) e carat (caratura, cioè peso).

Il diamante giallo con taglio ovale, 15,11 carati è stato i venduto all’asta True Colour  alla fiera di gioielli e gemme di Hong Kong di settembre, ad un prezzo di  9 milioni di dollari.

Perla

La perla è bellezza, fascino,unicità e storia.

La donna è perla e la perla è donna. Tutte le donne-mito hanno sempre indossato la perla: da Cleopatra alla Regina Elisabetta.

La nascita di una perla è un evento davvero miracoloso. A differenza di qualsiasi altra gemma o metallo prezioso, che deve essere estratto dalla terra, le perle sono prodotte da ostriche vive al di sotto della superficie del mare.

Ogni pietra preziosa deve essere prima tagliata e lucidata per risaltarne la bellezza. Le perle, invece, non hanno bisogno di simili trattamenti per rivelare il proprio inconfondibile fascino. Esse sono nate già luminose ed iridescenti ed esprimono immediatamente il loro eterno fascino.

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